![]() |
|
Venerdì
19 Luglio 2002 |
I colori e i tessuti della Sardegna
sfilano nella cornice di piazza Crispi
NUORO. È stata la Sardegna la
protagonista del defilè di moda tenuto nei giorni scorsi in piazza Crispi e organizzato
dall'Apisarda, in collaborazione con l'istituto Moda & Immagine e con il patrocinio
dell'assessorato comunale alle Attività produttive e della Camera di commercio. Una
Sardegna vista attraverso l'immaginazione degli stilisti e raccontata con i colori ed i
tessuti che hanno impreziosito una serata da ricordare e da riproporre.
Era rappresentata tutta la Sardegna, dalle coste all'interno, dalla Barbagia al Campidano,
alla Gallura, al Logudoro ed all'Ogliastra.
E la scalinata di piazza Crispi, la piazza delle Poste per i nuoresi, è diventata, per
una notte, lo scenario incantato di una rappresentazione grafica, fra abiti, fiori,
musica, luci e bellezze in passerella. E il numeroso pubblico ha potuto avvertire la magia
di una serata che Nuoro ha voluto e meritato e che, soprattutto, non resterà un episodio
isolato.
Dieci stilisti sardi hanno portato in passerella le loro creazioni, le più intime
fantasie in un'alternanza di tessuti e colori. Ed il successo decretato dagli applausi
conforta quanti, nel campo della moda, pur nelle difficoltà derivanti dalla nostra
insularità, cercano uno spazio vitale per imporsi all'attenzione generale. Quello stesso
spazio che ieri Nuoro ha regalato a tutti.
Artigiani che creano guardando alle loro radici, alla loro sardità, senza dimenticare le
tradizioni, anche le più popolari e anzi portandole a confronto con la modernità, senza
timori o remore. E si è così passati dal velluto al misto seta, dal broccato al
macramè, dagli abiti da sposa a quelli da sera, dal sexy al castigato, dai «gambales»
ai vertiginosi tacchi a spillo. Un incontro di culture visto attraverso gli occhi della
moda, per capire e capirsi, per mostrare il talento e la voglia di crescita che ogni
stilista presente alla serata ha voluto mettere in campo. Un insieme di passioni in una
sfida che ha consentito loro di proporre il proprio stile, la propria personalità,
interpretando la Sardegna, anche la più antica, ma sempre alla ricerca di un'evoluzione e
di una libertà che, a tratti, ha saputo sfociare in una vera e propria rivoluzione. E
allora si è potuta apprezzare la particolarità di alcuni modelli, quasi il singolo
contro tutto quello che è generale e generalista, dove la sola bandiera da innalzare,
oltre quella della Sardegna, sembra essere il proprio nome.
LE MODELLE
In passerella le bellissime di casa
nostra
NUORO. Belle da fare paura,
capaci di ammaliare e conquistare con uno sguardo. Le venti modelle che hanno sfilato in
piazza Crispi hanno conquistato tutti, uomini e donne. Eleganti, disinvolte e sorridenti.
Anche quando il freddo della notte si è fatto più pungente, hanno saputo recitare con
professionalità e competenza.
«Non faccio la modella di professione - ha detto Samanta Demontis, nuorese - perché sono
ballerina di danza classica alla Scala di Milano. Per me questo è un hobby divertente e
sono stata felice di sfilare nella mia città». Silvia Serpi, cagliaritana, si è
classificata al quarto posto nell'edizione di Miss Italia del 1999 e da sei anni fa la
modella professionista. «È una professione che regala forti emozioni e che mi
gratifica». Ma hanno catturato l'attenzione, soprattutto del pubblico femminile, anche i
sei modelli presenti. Per Emanuele Castia, cagliaritano, «questo è un divertimento e poi
incontri delle ragazze bellissime».
Roberta, Denise, Giusy, Maria, Giulia, Paola, Elisa, Samanta, Gloria, Isabella, Miriam,
Michela, Alessia, Silvia, Valentina, Daniela, Martina, Francesca, Arianna e Elisa hanno
raccolto applausi e sguardi di ammirazione. Ma lo stesso si può dire per Emanuele,
Alessandro, Andrea, Filippo, Isacco e Patrizio. Ma nella serata vanno ricordate coloro che
hanno lavorato dietro le quinte, come le parrucchiere Loredana e Manuela e la visagista
Monica. Impeccabile il back stage, curato dall'infaticabile Loredana Meloni. A presentare la serata
Giuliano Marongiu, apprezzato anche come cantante. Gli intervalli hanno visto protagonisti
il gruppo Sas Bokes, Betty Uscidda e il gruppo di Workout Gim-dance.
Le nuove frontiere dell'alta moda alla riscoperta della tradizione
NUORO. È stato l'istituto
nuorese Moda & Immagine ad aprire la serata con un abito dove il tricolore della
bandiera italiana si fondeva con i quattro mori della Sardegna. E la sfilata della
sartoria di Giuseppe Pinu ha avuto quale filo conduttore una corrente etnica legata al
Mediterraneo, dove le tradizioni popolari della Sardegna si sono aperte al confronto con
nuovi orizzonti. Maria Serusi di Fonni ha presentato una serie di abiti ispirati alla
Sardegna, ricchi di intarsi, di broccato e di velluto. Una linea sobria ed elegante, quasi
minimalista, in uno splendido contrasto fra i colori più forti ed il nero assoluto.
Basilio Serra di Atzara ha presentato i suoi abiti in velluto, tessuto sempre di
attualità, ispirati alla quotidianità. Fra i tanti va ricordato un abito da sposo.
Rina Poddie di Fonni ha portato il passerella l'espressione di una femminilità che si
vuole imporre. Pelle e organza i suoi tessuti, con contrasti di colori che vanno dal
verde, all' arancione ed all'ocra. L'ispirazione è venuta anche dai popoli gitani del Sud
America e, non a caso, l'esibizione è stata accompagnata dalla musica dei Gipsy King.
Per Gianni Lilliu di Villacidro, la sfilata è stata l'esaltazione della femminilità.
Abiti audaci, sexy, hanno esaltato le forme femminili, fra trasparenze e tessuti
fluttuanti.
Agnese Meloni, di Carbonia, ha presentato la sua collezione di abiti da sera in taffettà
e cady, ispirati alla cittadina di Nora.
Molto particolare la collezione di Rosanna Cabua di Lula, non a caso denominata
«Indossare la Sardegna». Per ogni modello un tema particolare: la Sartiglia, il Corallo,
il Rosmarino, la Fede sarda, fino all'Isola ed il mare. Materiali attuali come la seta
hanno arricchito l'insieme. Ma la stilista di Lula ha voluto precisare anche che la sua
peculiarità sono le rifiniture interne.
Isidoro Tangianu di Tortolì ha portato a Nuoro i suoi azzardi di colori sul velluto.
Verde, ocra, turchese, ma anche grigi e neri, i suoi abiti hanno catturato l'attenzione.
Da ricordare i maxi cappotti in velluto liscio da indossare direttamente sulla camicia.
Antonella Spina di Gonnosfanadiga ha portato lo scialle come elemento decorativo, per
donne sfuggenti di una Sardegna arcaica. Splendidi i ricami a mano.
A chiudere la serata «Le Spose di Zigno», abiti da sposa dal taglio lineare, semplici
solo in apparenza, per una donna da ricordare e che sappia ricordare la favola del giorno
più bello della sua vita.