Martedì 17 Dicembre 2002
Articolo di Giovanni Maria Sedda
CONVEGNO A SARULE
Vellutino e «cusinzos», il look sardo
da esportare
SARULE. Anche "sos
mastros de pannos" possono entrare nel mondo patinato della moda? E il velluto dello
"stile vestimentario sardo" può conquistare il mercato dell'abbigliamento
all'estero? Queste sono soltanto alcune delle domande che sono state poste, a Sarule,
domenica scorsa, all'interno della sala esposizioni del Centro Pilota dell'Isola, dove
l'amministrazione comunale ha richiamato artigiani del velluto e de "sos
cusinzos" (le scarpe dei pastori), esperti della moda, autorità istituzionali,
politici e osservatori economici. Forse il primo importante tentativo di coinvolgere
operatori e studiosi attorno a un argomento così singolare e che era annunciato dal
titolo del convegno: "L'arte del velluto, tra modernità e tradizione".
I lavori sono stati aperti dal sindaco Giovanni Ladu e dall'assessore alla Cultura Maria
Pintus, e sapientemente coordinamento del giornalista Umberto Cocco, un esperto del tema
per aver scritto a quattro mani, con Giampiero Marras, il libro "Una moda
fuorilegge".
Ma nel tavolo degli esperti sedevano anche la docente dell'università di Sassari, Michela
De Giorgio, storica del movimento femminile e della moda, il presidente della Camera di
Commercio di Nuoro, Romolo Pisano, la stilista cagliaritana Rita Piredda, Giuseppe
Pinu, dell'istituto "Moda Immagine" di Nuoro, ma anche Gigi Sanna,
leader del gruppo musicale "Istentales", protagonista di una performance
musicale.
Invitati anche "sos mastros de pannos" della zona. Oltre all'ormai notissimo
Paolo Modolo, sarto di illustri personaggi della penisola, anche Michele Licheri, Tonino
Pirisi e Salvatore Pintus (per le calzature sarde) di Sarule, Gianni Mura di Orani, Maria
Serusi di Fonni, Giannina Bussu di Ollolai e Pasqualina Rosanna Cabua di Lula.
«L'idea del convegno - ha detto l'assessore Pintus - è nata dall'osservazione del grande
uso degli abiti di velluto da parte dei nostri giovani». Un uso che è stato largamente
dibattuta, grazie anche alle riflessioni proposte da Umberto Cocco. La storica De Giorgio
ha detto che «esiste l'impronta della modernità anche nelle mode tradizionali, ma il
mercato del velluto, forse, non ha avuto espansione per la mancata attenzione delle
istituzioni. Perchè la Regione sarda non ha istituito borse di studio per consentire la
frequenza di scuole internazionali?».
Rita Piredda, da esperta del mercato della moda, ha indicato le strade da seguire:
«Occorre puntare alla qualità e all'originalità- ha detto - fondate sulla
creatività».
Il presidente della Camera di commercio di Nuoro Pisano ha manifestato ottimismo, anche
sulla base della "resistenza" dei laboratori artigianali che non hanno mai
chiuso e che sono, anzi in espansione. «Il velluto - ha aggiunto - è un sapere locale,
diventato arte. Gli abiti, talvolta, sono diventati anche produzioni alternative a quelle
industriali, come Modolo insegna». Sono intervenuti anche gli operatori del settore, tra
loro la stilista Danila Iadeluca ha evidenziato la necessità dell'istituzione di corsi di
aggiornamento. I consiglieri regionali Pietro Pittalis e Giuseppe Pirisi, presenti tra il
pubblico, porteranno a Cagliari le loro richieste. |